
Cari lettori, abbiamo già parlato in questo post dell’anidride silicica, ma non si è trattato che di un accenno. Un acquariofilo necessariamente deve saperne di qui! L’anidride silicica è presente in grandi quantità nell’acqua del rubinetto e costituisce “terreno fertile” per l’insorgere delle diatomee, alghe infestanti che danno filo da torcere agli acquairofili marini.
L’aumento dell’anidride silicica è influenzato dal mangime, dalle pietre al quarzo introdotte e dall’inquinamento organico in genere. Si riscontra spesso nell’acqua dura rispetto alla tenera (per saperne di più sulla durezza dell’acqua vi invito a leggere questo post).
Ma come si fa ad eliminare l’anidride silicica dall’acquario marino? Preferibilmente con uno scambiatore di anioni e uno di cationi. Si tratta di un filtro di desalizzazione e demineralizzazione. Non essendoci più sali minerali ovviamente non ci sarà più neppure la presenza di anidride silicica. Questo è il metodo più comodo e sicuro per preparare l’acqua marina, ma ricordate di controllare che la durezza carbonatica sia almeno 7-9 gradi dH.
Per il cambio dell’acqua o per la compensazione di quella evaporata è importantissimo non immettere l’acqua del rubinetto senza prima averla depurata! Gli acquariofili più esperti potranno, inoltre, utilizzare un terzo filtro (con resine miste) e un quarto (a carbone attivo).















